Noi non moriamo più

Ciao ancora. Come ogni anno.

 

 

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Lieve Larice

1

Rompe l’accordo le
le onde a riva a chi si ama
ricami agita il vento
corroso il cielo scende
a Nettuno il becco affonda
e gira in tempo in fiorita neve
Nella gemma perdo aria
per un istante al nord
sul flusso anche il mare
prende d’assalto
le fronde che tornano in fiore al passare del primo sole.
 
Nel parco senza tregua
con un salto è novembre
riflette madre speranza
banchi di gelo nero ricopre
muti crochi nello stagno.

Iliace Tic PARTE II

Iliace Tic PARTE I

Era caduta ma ancora sorrideva

guardava la figlia

che sicuro sarebbe cresciuta.

Il vento la spinse

roteando lontano dagli altri

per non farsi catturare.

Ma il destino è crudele

e al buio rimase

incatenata dalla sporcizia

dallo spreco e dagli eccessi.

Il maestrale non ti avrebbe più navigato

Gea ti aspetta.

PARTE III – COMING PROT.

 

 

Iliace Tic PARTE I

Eppure non aveva problemi a staccarsi

gli mancava un millimetro per giacere a terra

roteava nell’aria e non cadeva.

Aveva tutti i problemi del tempo

aveva tagli sulle ali e acqua sulle vene

voleva stagliarsi sul mondo

ma non aveva più un colore.

PARTE II – COMING PROT.

LA CANZONE DELLA SOLITUDINE

Fin da piccolo eri un furfante

Ma guadagnavi onestamente

Eri deciso a farti un nome

Non ti importava come

Avevi delle idee sbagliate

Ma non per questo abbandonate

Forse ti sei trascinato

Troppo in profondità

E sei precipitato

Nel grigiore dell’avidità

 

Colpito presto da un grave lutto

Ti accorgesti di aver perduto

Se non molto,quasi tutto

E di non avertelo goduto

Quante ore perse a lavorare

Quando avresti potuto amare

Forse sei stato accecato

Da qualcosa che non ti servirà

Quando sarai passato

Nell’eterno aldilà

 

E adesso che sei già vecchio

E respiri con fatica

Piangi forte allo specchio

Rimpiangi una mano amica

Con una maschera di freddo rigore

Nascondi fiero il tuo dolore

Adesso non lasciatemi morire

Non ho che oro senza traccia di amore

Adesso no,vi prego,non lasciatemi morire

Ho ancora tanto da imparare per esser migliore

A 900 chilometri

Algoritmi per la costruzione di un linguaggio autonomo che possa disegnare una lista che cancelli tutti.

Una grammatica che generi esattamente un insieme finito di simboli e alberi etichettati come radici.

Ogni nodo dimostra che siamo un modello finito. Ogni nodo dimostra che siamo un modello infinito.

Faremo uso di esilaranti e dolci braci

e useremo la libertà come esca per gli errori che ho commesso. 

 

 

Giornate in-finite

Purtroppo ho venduto il sole

E non ho abbastanza fegato

Senti, fra gli alberi?

La musica, che penetrante,

scruta dentro di noi

credo che giornate libere

non ce ne siano più.

Lascio quello che ho

Forse qualcosa di più

Parto per ritornare presto

o forse per non tornare mai più.

Il mio cuore è diviso a metà

la paura mi cela il futuro

senza una luce in cielo

la via è scura e non ci vedo

Passa il tempo, il tempo passa

dopo i giorni, i mesi e poi gli anni

passa il tempo e sono ancora qui

alla ricerca della mia fiaccola

bloccata da un benessere illusorio

rassegnata in un divertimento di poche ore

semplicemente vivo, senza far rumore

senza osare chiedere qualcosa di più.

 

Infine qualcosa è cambiato

ho trovato la mia luce o forse

e lei che ha trovato me

ho imparato che posso essere qualcos’altro

un attore protagonista, invece che una comparsa

adesso mi sento di far parte

di qualcosa di più grande di me

qualcosa che non posso e non voglio controllare

il tempo passa ma quando non sei solo

non te ne accorgi mai